Discorso sull'orrore dell'arte

Discorso sull'orrore dell'arte

Perché una bottiglia di gin abbandonata per terra in un padiglione della Biennale di Venezia attira pensosi capannelli di ammiratori che si sussurrano commenti estasiati? Baj, pittore, e Virilio, urbanista, si interrogano reciprocamente sullo statuto e la percezione dell'arte e dei luoghi che la ospitano e la espongono. Il destino attuale dell'arte, la sua evoluzione, sembrano essere una delle dimensioni privilegiate per cogliere lo spirito dei tempi, anzi il mercato dell'arte ha preannunciato la New Economy e molte altre virtualità. Nella maniera di rapportarsi all'arte si è prodotto una sorta di plusvalore che è divenuto talmente importante da rendere impossibile una critica seria. La critica diventa pettegolezzo e celebrazione, mentre l'opera d'arte diventa un'icona di se stessa, priva di un significato intrinseco in quanto ridotta a macchina per produrre pseudo-filosofie, pseudo-estetiche, pseudo-problematiche.

Paul Virilio (Parigi, 1932-2018), dopo aver intrapreso studi di architettura, nel 1963 diventa presidente-fondatore del gruppo "Architecture Principe" e direttore della rivista del gruppo. Dal 1968 è docente presso l'Ecole Spéciale d'Architecture di Parigi, di cui diventa presidente nel 1998. Urbanista e saggista, è noto come teorico della velocità e come specialista delle nuove tecnologie. Tra le sue opere, oltre alla collaborazione con Baj per Elèuthera, segnaliamo: Velocità e politica: saggio di dromologia (Multipla, 1981), Estetica della sparizione (Liguori, 1992), Lo schermo e l'oblio (Anabasi, 1994) e La deriva di un continente: conflitti e territorio nella modernità (Mimesis, 1994).

Enrico Baj, nato a Milano nel 1924, si dedica alla pittura dall'età di 14 anni. Nelle sue opere ha sempre sperimentato diverse tecniche: dalle vernici a "dripping", ai collage di tappezzerie, ovatte, vetri e passamanerie, agli specchi spezzati e ricomposti, alle costruzioni in lego e meccano, alle modificazioni di quadri kitch, per arrivare nel 1960 ai "generali" ottenuti con l'uso di tutti quei materiali che più gli sono congeniali (medaglie, decorazioni, frange, galloni, ecc.). Ha esposto nelle più importanti gallerie del mondo e le sue opere sono presenti nei più prestigiosi musei. Nel 1972 esegue la prima delle sue opere a grande formato: Funerali dell'anarchico Pinelli (m. 12x4) dedicata al ferroviere anarchico "caduto" dal quarto piano della questura di Milano la notte del 15 dicembre 1969. Enrico Baj muore a Vergiate il 16 giugno 2003.

Info

TitoloDiscorso sull'orrore dell'arte
AutoreEnrico Baj
Casa editriceElèuthera
LinguaItaliano
EAN9788833020389
ISBN883302038X
10 €
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