Di memoria in racconto
Un percorso di scrittura per creare narrazioni a partire da frammenti di storia, sulle tracce di memorie individuali e collettive, di piccoli e grandi eventi.
Come si trasforma la memoria in racconto? In che modo un aneddoto di famiglia, una foto, un articolo di giornale o un documento ufficiale possono diventare la materia da cui prendono forma le storie? Come si trattano le fonti dirette e come quelle indirette? Come muoversi tra la verità di una testimonianza e la fantasia di un personaggio fittizio?
Un laboratorio per condividere strumenti e metodi di scrittura: le scrittrici e lo scrittore condivideranno il modo in cui hanno lavorato ai propri romanzi, la ricerca delle fonti e come rimaneggiarle in materiale narrativo.
Si prevede una parte più "frontale" e una più pratica, in cui verranno forniti esercizi di scrittura.
30 gennaio: 15-18, 31 gennaio: 16-19
Dagli aneddoti familiari alla scrittura dei racconti
con Giulia Caminito
In tutte le famiglie ci sono momenti in cui ci si ritrova e qualcuno inizia a tirare fuori qualche aneddoto del passato. A volte sono aneddoti divertenti, altre imbarazzanti, a volte vengono ripetuti fino allo sfinimento. Molte di queste storie restano nella memoria della famiglia a lungo, cambiano, si nascondono, si rivelano ma nessuno riesce a scriverle. In questo laboratorio, a partire dagli strumenti dell'intervista e dallo studio delle fonti primarie e secondarie, proviamo a creare un metodo per non perdere queste preziose narrazioni familiari e trasformarle in scritture contemporanee.
Giulia Caminito è romana e nella vita scrive e si occupa di libri. Insegna narratologia di base, scrittura familiare e storia della scrittura delle donne. Due dei suoi romanzi partono dalle memorie della sua famiglia: La Grande A (Giunti 2016), ambientato nell'Africa Orientale postcoloniale dove sono nati suo nonno e suo padre, e Un giorno verrà (Bompiani, 2019), che si svolge nell'entroterra delle Marche sulle tracce del suo bisnonno anarchico.
8-15 febbraio: 18-21
Mappe porose: scrivere la città attraverso memoria, fonti e invenzione
con Ubah Cristina Ali Farah
A partire dal romanzo Il comandante del fiume, lavoreremo sul rapporto tra luoghi, memoria e invenzione. Attraverso alcuni esempi concreti, vedremo come una voce raccolta in un'intervista possa trasformarsi in materiale narrativo e come una fiaba tradizionale somala possa entrare in un romanzo contemporaneo, generando nuovi significati. Chi partecipa sarà invitata/o a esplorare un luogo familiare con uno sguardo insieme interno ed estraneo, raccogliendo dettagli, voci e frammenti da mettere in relazione con ricordi, racconti ereditati o altre geografie. A partire da questo materiale, ciascuna/o svilupperà un proprio testo, sperimentando modi diversi di intrecciare osservazione, memoria e invenzione.
Il secondo incontro sarà dedicato al rapporto tra archivio e scrittura letteraria. Prendendo spunto dal romanzo Le stazioni della luna, esploreremo questo rapporto partendo da materiali d'archivio, tra cui frammenti del Corriere della Somalia, quotidiano pubblicato negli anni Cinquanta, e le tracce della memoria personale e collettiva che hanno contribuito alla costruzione del romanzo. Rifletteremo anche sulla poesia somala come forma di archivio vivente, capace di custodire e trasmettere storie, esperienze e voci spesso assenti dai documenti ufficiali. Attraverso la lettura e l'osservazione dei materiali, i/le partecipanti saranno invitati/e a sceglierne alcuni o proporne a loro volta e a sviluppare un testo narrativo, lavorando sul rapporto tra ciò che le fonti documentano, ciò che lasciano in ombra e ciò che la scrittura può immaginare.
Ubah Cristina Ali Farah è una scrittrice, poetessa, drammaturga e librettista somalo-italiana. Cresciuta a Mogadiscio, ha lasciato la Somalia nel 1991 allo scoppio della guerra civile e ha vissuto tra l’Italia e altri paesi europei. La sua scrittura attraversa lingue, luoghi e generazioni, interrogando il modo in cui le storie custodiscono e trasformano la memoria, l’identità e l’esperienza culturale.
È autrice dei romanzi Madre piccola (Frassinelli, 2007; nuova edizione 66thand2nd, 2022), vincitore del Premio Vittorini, Il comandante del fiume (66thand2nd, 2014) e Le stazioni della luna (66thand2nd, 2021). Le sue opere sono state tradotte in inglese, francese, tedesco e olandese. Ha inoltre pubblicato racconti, poesie, saggi e libri d’artista, tra cui La danza dell’orice, I capelli del giuggiolo e Le ceneri della fenice.
6 marzo: 15-18, 7 marzo: 16-19
Una termodinamica della fantasia. Come l’archivio diventa racconto.
con Wu Ming2
Prenderemo le mosse da una vicenda reale e dalla sua traccia d’archivio (giornali, sentenze, fotografie, lettere, testimonianze, filmati).
Cercheremo poi di risalire all’origine di quella traccia, chiedendoci chi ha prodotto i documenti, chi li ha archiviati e per quale scopo.
Analizzeremo il materiale di partenza per farci un’idea delle sue caratteristiche: punti di vista rappresentati ed esclusi, narrazioni tossiche, motivi di fascino e di frustrazione, coni d’ombra da illuminare, silenzi da interrogare, interpretazioni possibili e verifiche necessarie.
Quindi lavoreremo sugli spunti narrativi offerti dalle fonti e li svilupperemo, attraverso trasformazioni e invarianti, per cambiare lo stato del testo, da “oggetto d’archivio” a “oggetto narrativo”.
Ragioneremo sull’intreccio, sui personaggi, sull’incipit e sul finale del racconto, sui temi e sugli archetipi, nonché sulle questioni etiche che bisogna considerare quando si plasmano storie in carne ed ossa.
È importante sottolineare che NON sarà un corso di scrittura creativa, ma un'officina di smontaggio, pulizia, riparazione e assemblaggio di storie, che può tornare utile a chiunque voglia indagare o applicare i meccanismi della narrazione.
Wu Ming 2 fa parte fin dalle origini del collettivo Wu Ming, una band di narratori attiva da un quarto di secolo.
Il loro primo romanzo, Q, pubblicato nel 1999, è firmato con lo pseudonimo Luther Blissett. Da allora, hanno scritto sette romanzi a più mani e quattro raccolte di racconti, oltre alla sceneggiatura di Lavorare con lentezza.
Wu Ming 2 è autore di romanzi solisti, reportage, canzoni parlate, monologhi teatrali, spettacoli circensi e film d’archivio.
Iscrizione e costi:
Per chi partecipa a tutto il percorso la quota è 240 euro, è possibile iscriversi a un singolo laboratorio (di 6 ore), in questo caso la quota di partecipazione è 90 euro.
Per iscriversi, mandare una mail con prova di pagamento, da effettuare tramite:
bonifico intestato a Libreria Tamu, iban: IT33E0306903496100000066915
paypal a info@tamulibri.com
o in libreria.
Gli incontri si svolgeranno in libreria, in via Santa Chiara 10/h, a Napoli.
Numero massimo di partecipanti: 15
Le iscrizioni chiudono l’11 gennaio.
Per altre info, scriveteci o chiamateci!
